Berlino: trasloca che ti passa!

Cambiare casa non è uno scherzo.
Dipende da che tipo di legame si instaura con le proprie cose, con i luoghi, con i propri spazi. Dipende da quanto piace restarci, a casa, o se la si vive come un dormitorio, luogo di passaggio per giornate senza fine.
Oppure, dipende da come ti senti, come mi ha chiesto un giorno un mio amico domandandomi se mi sentissi più cane o gatto: nel primo caso legato al padrone, nel secondo al luogo. Io credo di essere più cane, mi affeziono a non finire alle persone con cui convivo, tranne nel caso più unico che raro di fallimento di questo modello con la mia prima – e sola – coinquilina tedesca.
Se c’è da cambiare casa quindi la cambio, certo non come sostituisco in tavola la tovaglia quando è sporca. Non con la stessa facilità con cui tolgo la maglietta di quel colore che mi fa sembrar malata (il rosa antico, per esempio).
La cambio con la curiosità di chi inizia una nuova avventura.

A Berlino credo di non conoscere persone che non abbiano almeno affrontato due traslochi. E se non l’han fatto, forse stanno organizzando il secondo. Anch’io – in soli 2 anni e mezzo nella capitale tedesca – ho vissuto in 4 case diverse (compreso quella da cui scrivo ora).
4 case e 4 quartieri. No, non è uno scherzo.
Sono 4 modi di vivere diversi, 4 disposizioni dei tuoi libri, vestiti, scarpe e cianfrusaglie. Sono 4 percorsi per andare al lavoro, 4 tipologie di bar sotto casa, 4 distanze che ti dividono dai tuoi amici.
A Berlino si tratta addirittura di 4 città diverse in cui vivere.

Il trasloco meglio riuscito però rimane quello scelto, quando decidi tu di impacchettare i tuoi ricordi e disfarti di quelli inutili. Quando lo decidi tu che è il momento di cambiare la visuale dalla tua finestra. Quando lo sai anche tu che cambiare non ti può fare che bene.
Allora quella si che diventerà la tua prossima home sweet home.

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pubblicato per www.polkadotpattern.it il 23.08.2013