Give Something Back to Berlin

 

Credevo che la parola hipsterizzazione non esistesse e invece basta metterla in google per scoprire che qualcuno l´aveva già pensata.

Mi è venuta in mente mentre leggevo la presentazione di un sito che ho scoperto da poco e che mette all´opera i berlinesi d´adozione e non solo. Il progetto in questione ha un titolo eloquente, Give Something Back To Berlin, e si propone di veicolare la creatività – derivante dalla massiccia immigrazione di giovani a Berlino – in attività di volontariato.

give something back

L´organizzazione promotrice di questa iniziativa – dopo aver notato che non sempre questo flusso (questa hipsterizzazione) è benaccetto in città – ha pensato di creare un punto di scambio per promuovere la partecipazione volontaria di queste giovani generazioni, cosmopolite e sempre in movimento, a progetti locali, sfruttando la forza della loro creatività.

Il sito è molto semplice, organizzato su due colonne: la destra riporta gli annunci delle associazioni o delle persone che cercano volontari, la sinistra raccoglie quelli di offerta di attività. Un semplicissimo incrocio tra domanda e offerta, come nella piú basica teoria economica.

In questo modo sono stati fino ad oggi offerti 40 progetti, sviluppando temi legati alla cucina, all´apprendimento delle lingue, alla tecnologia, alla musica e all´arte.

Insomma, visto che tutti noi berlinesi acquisiti beneficiamo dell´atmosfera libera e creativa che si respira a Berlino, non mi sembra una brutta idea pensare di restituire qualcosa a questa meravigliosa città, magari proprio aiutando qualcuno.