Teatro a Berlino: “La Germania che ho in testa”

Parlare dell´offerta culturale a Berlino è come pescare in un oceano: la città offre eventi per tutti i gusti e per tutte le inclinazioni, che vengono organizzati dai più classici istituti fino all´iniziativa dei  singoli, che animati da una sincera passione, decidono di aprire le loro esperienze agli altri.

Il secondo caso calza a pennello per il laboratorio teatrale La Germania che ho in testa, il progetto della compagnia italiana Nerval Teatro, che si terrà a Berlino dal 19 al 30 gennaio 2016, su invito di Mauro Paglialonga, che noi conosciamo più comunemente come ristoratore a Berlino e forse meno come appassionato di teatro e cinema, oltre che regista.

La Germania che ho in testa

Per questo, invece di fare un sunto della chiara descrizione che potete leggere nell´evento in Facebook o, meglio ancora, nella pagina dedicata di Nerval Teatro, ho pensato che fosse più interessante chiedere direttamente a Mauro due o tre informazioni chiave.

a chi é rivolto il laboratorio?

Il laboratorio è aperto davvero a tutti.
Chiunque abbia voglia di fare un’esperienza teatrale intensa, dal punto di vista attoriale, è benvenuto.
Non è importante avere curricula e competenze con la recitazione: la messa in scena si costruirà partendo dalle singole esperienze di vita dei partecipanti, da chi siamo, da noi in quanto persone, dal nostro carattere, dalla nostra energia e voglia di mettersi in gioco nel dramma e nella comicità.
Si lavorerà sul testo “Sangue sul collo del gatto” di Fassbinder, con l’obiettivo di dare vita a uno spettacolo aperto al pubblico.

perchè questo workshop è un´occasione da non perdere?

Conosco Lupo (Maurizio Lupinelli, curatore del progetto – ndr) da quando avevo sei anni. Apparve nella mia vita, durante la prima elementare, proponendosi proprio per fare un laboratorio teatrale extra scolastico con noi bambini. Così, in quell’epoca, conobbi il visionario.
Visionario come qualcosa che ti porta fuori, qualcosa scardinante, qualcosa che trascende il linguaggio a cui siamo abituati. Il caos razionale. La ragione caotica.
Lupo è questo. Avere a che fare con lui è qualcosa di forte, di intenso. Se dopo 25 anni lo ritengo responsabile di avermi iniettato il germe della creatività, evidentemente l’incontro con lui fu importante.
Ed oggi, che sono a Berlino da sei anni, come tornassi indietro alle scuole elementari, vorrei incontrare nuovamente Lupo. Ma questa volta l’ho chiamato io, perché vorrei che lo conoscessero anche altri bambini che come me sono ripartiti con una nuova vita a Berlino. Vorrei vedere la folgore del corto circuito fra Lupo ossessionato dal tedesco Fassbinder, ed attori non-attori che in questa Germania ci vivono, in una babele di lingue.

perché scegliere questo workshop teatrale e non altri a Berlino?

Questo non è il corso di teatro con appuntamento settimanale, di un paio d’ore, fatto per svernare i mesi gelidi in città.
E’ volutamente un viaggio intenso. E’ entrare dieci giorni consecutivi dentro Fassbinder, con il cervello, con la carne e il sangue. E’ assorbire i ruggiti di Lupo, interpretarne le visioni e dare corpo ai suoi deliri. Ma sopratutto ai vostri. Alla vostra voglia di redenzione, di riscatto, di far sentire quella voce che ribolle nell’esistenza quotidiana di tutti noi e che, sotto forma ti una ferita sempre scoperta, vuole fare sentire il proprio rumore.


Il laboratorio si terrà all’interno dei magazzini sotterranei di una vecchia fabbrica di birra, nel quartiere di Neukölln, a Berlino.

Iscrizioni entro il 20 dicembre.

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